UN PIANO RURALE SICILIANO PER FAR RINASCERE LA NOSTRA AGRICOLTURA

UN PIANO RURALE SICILIANO PER FAR RINASCERE LA NOSTRA AGRICOLTURA2018-06-25T09:13:45+00:00

Assemblea Regionale Siciliana
On Valentina Palmeri
Gruppo Parlamentare Movimento Cinque Stelle

UN PIANO RURALE SICILIANO PER FAR RINASCERE LA NOSTRA AGRICOLTURA

7 Maggio, Sala Piersanti Mattarella
Palazzo dei Normanni, Palermo

Lavori dei relatori

On. Corrao   –   On. Palmeri –   On. Foti   –   Dott. Bissanti

Video dell’evento del 7 maggio a Palermo

L’evento del 7 Maggio ha avuto come obiettivo quello di analizzare le problematiche dell’attuale sistema agro-alimentare siciliano indirizzandolo verso un modello virtuoso che salvaguardi sistema sociale e sistema ecologico; vuole essere inoltre un’occasione di approfondimento, di confronto aperto e di interlocuzione politica e  tecnica per l’attuazione di un Piano rurale siciliano e di una rimodulazione della prossima programmazione PSR. Dopo questo incontro stiamo progettando altri eventi itineranti in tutta la regione.

Cosa vogliamo affermare, dimostrare?

– Che il modello di produzione agricolo va reindirizzato verso tecniche di salvaguardia della biodiversità ed ecosostenibili;

– Che le tecniche adottate nell’agricoltura moderna sono energivore e contrarie ai principi  dell’agroecologia;

– Che non esiste il mercato globale senza regole. A maggiori distanze percorse corrisponde una maggiore impronta ecologica (emissione di gas effetto serra, ecc.);

– Che il mercato globale incide sugli equilibri ecologici, culturali e sociali (emigrazioni, perdita di biodiversità, erosione suoli, ecc.) dei Paesi per cui bisogna affermare il principio della Sovranità Alimentare che, tra gli altri principi, salvaguardi l’eccesiva spesa pubblica per l’importazione di prodotti agroalimentari di dubbia qualità e, spesso, di minore qualità organolettica e nutrizionale per le lunghe tratte percorse.


– Che va caratterizzata la produzione agricola sulla base di due fattori essenziali: promozione delle produzioni tipiche ed autoctone (che richiedono meno controllo chimico) e delle conduzioni familiari con
adeguata ampiezza aziendale (lotta al caporalato ai sensi dell’art. 44 della Costituzione);
– Che è possibile la realizzazione di aziende autosufficienti sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista ecologico.

– che l’intero comparto agrosilvopastorale venga indirizzato verso la salvaguardia e promozione di modelli produttivi e di filiera volti alla valorizzazione del patrimonio ecologico regionale.

– che, attraverso questi provvedimenti, venga salvaguardata la salute dei consumatori e la diminuzione della relativa spesa sanitaria.

Cosa vogliamo proporre ?

Una Politica Agricola Regionale che salvaguardi i principi ed i concetti sopraesposti attraverso:

– Incentivi che promuovano i concetti contenuti nei punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6;
– Regolamentazione dei flussi di merci attraverso il rispetto del protocollo di Kyoto e la salvaguardia della salute pubblica attraverso il controllo sui residui dei prodotti di importazione e sulla eliminazione dei pesticidi nelle produzioni siciliane entro il 2025;
– Una strategia regionale sul reperimento delle risorse idriche;

– Una strategia regionale sulla viabilità di primo, secondo e terzo livello;
– Una strategia regionale sulla gestione e promozione delle risorse forestali e sulla filiera dei prodotti e delle biomasse del settore;

– La rimodulazione del PSR sui principi sopraesposti soprattutto per le misure ad investimento (vedi 4.1 e 6.1) e l’adeguamento dello stesso alla tutela della biodiversità agricola e naturale e all’ampiezza di aziende e di nuclei aziendali sul principio dell’art. 44 della Costituzione Italiana;
– La rimodulazione della PAC con un interesse verso le piccole aziende a salvaguardia dei principi su esposti.

Sintesi degli interventi

Senatore M5S De Bonis:

Impegno a collaborare nelle istituzioni sui temi dell’agricoltura in merito ai temi agricoli, fondato Associazione Grano Salus che ha provato a mettere insieme produttori e consumatori italiani per la trasparenza sul mercato, per maggiore trasparenza dei meccanismi dei prezzi.

Grazie al M5S dall’opposizione abbiamo fatto emanare nel 2015 una legge che aumenta il livello di trasparenza sul mercato e rinnova il sistema dei prezzi. Ma per questo abbiamo avuto le opposizioni delle lobby, multinazionali della pasta e settori di rappresentanza sindacale del mondo agricolo.

Inoltre il governo ha approvato una griglia di valutazione della qualità tossicologica dei prodotti agricoli, in particolare sul grano perché sono diversi gli episodi nel sud dell’Italia di arrivo di grani tossici provenienti da alcuni paesi.

Nonostante il nostro grano e i nostri prodotti agricoli della Sicilia favoriscono la salute dell’uomo proprio grazie alle loro proprietà derivanti anche dalle condizioni climatiche la società agricola è sofferente: si moltiplicano i casi di vendite all’asta, le banche non danno spazio agli agricoltori. Per guardare al futuro dobbiamo guardare queste condizioni.

Salvo Cacciola, sociologo:

L’agricoltura sociale in Sicilia rappresenta una realtà vivace in forte connubio con i produttori del biologico. Non ci può essere agricoltura sociale senza ecologia e sostenibilità e dei bisogni delle persone. Chiediamo che venga attuata in Sicilia la legge 141, non solo con un registro delle aziende che fanno agricoltura sociale, chiediamo l’aggiunta di un articolo in merito ai consumi di biologico e di prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nelle mense degli ospedali e delle scuole

Ignazio Vassallo, imprenditore agricolo:

Condividendo gli interventi precedenti. Sicurezza nelle campagne, chi fa l’agricoltore sa che c’è un problema sicurezza dovuti ai furti. Propongo il passaggio della guardia forestale ai comuni per fare vigilanza nelle campagne. Non si può fare agriturismo rurale e turismo se le strade provinciali sono in queste condizioni tanto da avere difficoltà anche a praticarle con i fuoristrada. Intervento per ripristinare le strade ed obbligare gli agricoltori a pulire il proprio tratto di strada di competenza, specie nei canali.

Prof. Portolano, docente dipartimento scienze agrarie università di Palermo

Ci si riempie la bocca parlando di biodiversità agraria, biodiversità vegetale, zootecnica. Io mi occupo di zootecnia e miglioramento genetico e salvaguardia biodiversità. Vi manderò nei prossimi giorni un piano che avevo predisposto per una riforma per l’intero sistema zootecnico regionale siciliano. Dal 2015 al 2016 hanno chiuso 459 aziende, tra il 2016 e il 2017 543 e fino a dicembre 2017 altre 131. Per salvaguardare la biodiversità e per le produzioni la legislazione c’è tutta ma mancano i contenuti. Bisogna solo applicare quello che già è scritto nella legge.

Dario Costanzo, agronomo.

Riflessioni scritte che consegnerò sin merito al rapporto tra politiche di sviluppo rurale in Sicilia e quelle nazionali ed europee. Il bilancio regionale non può supportare economicamente lo sviluppo regionale rurale e quindi dobbiamo rivolgerci alle politiche comunitarie. I processi produttivi risentono dei condizionamenti finanziari ma anche normativi che dipendono sempre dalla comunità europea. Agricoltura siciliana è connessa al mercato internazionale a cui si rivolgono le filiere. Il PSR siciliano è uno dei più importanti a livello europeo e la scelta di come destinare le risorse è frutto di concertazione tra autorità di gestione e gli uffici della commissione europea. La politica ha inciso poco sulle decisioni perché c’è stato uno strapotere da parte degli uffici di Bruxelles che hanno dettato agli uffici regionali il PSR.  La politica siciliana deve riappropriarsi dei propri ruoli ridimensionando la burocrazia europea.

Paolo Valentini, agronomo.

Proposta di un tavolo tecnico per un cambio di paradigma culturale per l’agricoltura siciliana. Il 65% del territorio siciliano è utilizzato per attività agricola, zootecnica e forestale. Il parametro problematico è l’età media elevata di chi vi opera con le previsioni dello spopolamento. Differenza elevata tra i fondi del PSR e il gettito fiscale (Iva-Irpef) pagato dai siciliani.

Giuseppe Fontana, agricoltore

Nessun settore agricolo garantisce un prezzo di sopravvivenza per l’agricoltore, cosa può fare Stato e Regione per stabilire un prezzo minimo?

Corrado Vigo, presidente Federazione regionale degli ordini agronomi e forestali

Tema dei controlli: immobilismo da parte dell’unione europea su intercettazioni e conseguenti controlli. Vengono bypassati nel momento in cui il fitosanitario fa i controlli nei porti siciliani, navi che vengono deviate a Livorno, successivamente istruiti qui per i dovuti controlli le navi vanno in olanda dove nessuno è interessato a fare controlli. Con gli ultimi due PSR avremmo dovuto vedere la Sicilia un po’ cambiatama purtroppo non è così. Sicurezza delle campagne: ho presentato in Regione un progetto di video sorveglianza delle aree rurali. Siccità: dissalatori ed impianti di sollevamento per la distribuzione

Giuseppe Gulli, agricoltore

Problematica idrica: gli invasi, i bacini idrici ci sono ma non sono collaudati per contenere le acque al massimo livello, non vengono più puliti. Progetti per farne altri? Facciamo prima funzionare quelli che già ci sono. Dal comune, mappatura di cosa si produce mese per mese.

Vito Merendino, imprenditore agricolo

Condivido la proposta già avanzata da altri per un tavolo tecnico. Problematiche dei prezzi di mercato nel settore vitivinicolo, costi di produzione e manodopera per operai specializzati e non. La regione Sicilia si deve interessare dei prezzi fatti da queste aziende e della cantine sociali

Nino Lo Bello

In un cammino di integrazione tra vari settori parliamo di agricoltura e non di azienda polifunzionale che può allargare la sua sfera di azione in vari settori, il nostro riferimento deve essere la piccola azienda per la configurazione nella regione delle amministrazioni che nell’85% dei casi ha comuni con meno di 20 mila abitanti. Come dobbiamo agire? Quali azioni dobbiamo implementare? Nel mercato interno cercare il contatto tra produttore e consumatore con i gruppi di acquisto solidale. Educare i consumatori al concetto di qualità e caratteristiche organolettiche. Il turismo responsabile con la valorizzazione delle aree interne con le vie francigene. I patti di fiume, quello del Simeto è stato un esempio in Sicilia di come si possa fare integrazione tra piccoli comuni, ricerca universitaria e società civile. Piccola distribuzione organizzata e relativi costi. Rifiuti, è importante la produzione del compost.

Filippo Salerno, AIAB Sicilia

Biologico: siamo la regione con maggiore produzione di biologico ma manca una legge sul biologico. Bandi per il PSR: migliore organizzazione per presentazione e partecipazione ai progetti e bandi. Lunghe attese per le aziende per percepire i fondi a fronte di spese già sostenute.

Giuseppe, Agronomo

Peggiore di tutte ultima programmazione PSR perché non applicabile. Agricoltori e allevatori stanno per scomparire, quindi bisogna focalizzare l’attenzione su meno misure e bandi e più fondi destinati alla produzione primaria per abbassare i suoi costi.

Cosimo Gioia, imprenditore agricolo

Aree interne regionali sono il 65% della superficie agricola con una situazione sociale ed economica disastrosa. Provvedimento immediato per esposizioni di imprenditori nei confronti delle banche. Alto costo della mano d’opera e ci si trova a concorrere con paesi che pagano molto meno il costo degli operai. Istituire ente di controllo al posto dell’ente di sviluppo agricolo per i prodotti che arrivano in Sicilia dall’estero.  Possibile che l’associazione Grano Salus debba sostituire allo stato per i controlli? Che i NAS controllano l’imprenditore e non le navi che arrivano in Sicilia?

Sebastiano Lombardo

Problema dell’abbandono delle campagne, ottimizzare le risorse verso gli agricoltori (Non ho capito molto)

Lillo

Soppressione ESA per una proposta governativa nella nuova finanziaria, non è realizzabile perché non si possono eliminare i campi sperimentali, la biofabbrica dove si allevano insetti utili per gli agrumi e non si possono sopprimere le specificità dei 75 tecnici che sono nell’ESA e di 15 ingegneri geologi capaci di rappresentare progettazione di strade e dighe e loro pulizia. Inviato disegno di legge a tutti i gruppi politici dove ESA si trasformi in agenzia di sviluppo anche dedicata a controlli. 2500 ettari di terreni confiscate alla mafia gestite da 14 cooperative che hanno bisogno di assistenza tecnica dove stiamo lavorando senza mezzi perché le misure del PSR non prevede di dare fondi all’ESA per fare assistenza tecnica, ricerca e formazione

Mino Sutera

Settore agroalimentare è un settore assistito, differenza tra fondi del PSR e gettito fiscale. Ci si augura che ci siano nuovi tavoli di discussione come questi. Lo sviluppo di un territorio non è dato dall’acquisto delle macchine agricole ma dalla capacità di far crescere il territorio dal punto di vista culturale

Video dell’evento del 16 giugno a Pietraperzia, Enna